Stoccaggio di inerti e fresato: quanto vi costa l’acqua nel cumulo

Copertura Civert in PVC su un deposito di fresato d'asfalto, fronte aperto per la pala gommata

Un cumulo di sabbia, ghiaia o fresato lasciato all’aperto si comporta come una spugna. Ogni millimetro di pioggia porta un litro d’acqua per metro quadro e una parte resta dentro al materiale per giorni. Quell’acqua prima o poi si paga: al bruciatore dell’impianto d’asfalto, nelle correzioni dell’impasto in betonaggio, sui vagli del frantoio oppure sul camion, perché l’inerte si compra e si trasporta a peso.

Coprire i cumuli serve a tenere l’umidità più bassa e, cosa che in impianto conta quasi di più, uguale da un giorno all’altro. Qui sotto mettiamo in fila i numeri con le loro fonti e vediamo come si dimensiona una copertura per un piazzale di stoccaggio.

Quanta acqua c’è in un cumulo scoperto

Partiamo da un conto che chiunque può rifare. In un deposito da 1.000 tonnellate di sabbia, tre punti di umidità in più sono circa 30 tonnellate d’acqua: più o meno il carico di un bilico, fatto solo d’acqua, comprata, movimentata con la pala e poi da togliere.

Tre punti non sono un’esagerazione. Nelle schede tecniche degli impianti d’asfalto l’inerte di riferimento è al 3% di umidità, mentre una sabbia rimasta scoperta durante una settimana di pioggia autunnale arriva tranquillamente al 5–6%, a volte oltre.

C’è poi un secondo problema, meno visibile. L’acqua in un cumulo non si distribuisce in modo uniforme: scende verso la base, mentre la superficie al sole e al vento si asciuga. La pala che carica in basso prende un materiale diverso da quello che prende in cima, e chi lavora a valle si ritrova con un’umidità che cambia da una benna all’altra.

Impianti d’asfalto: ogni punto di umidità passa dal bruciatore

Prima di andare in miscela con il bitume l’inerte va asciugato nel tamburo essiccatore fino a un’umidità residua sotto lo 0,5%. Tutta l’acqua che il cumulo si è preso dal cielo, il bruciatore la deve far evaporare.

Riprendiamo le 30 tonnellate d’acqua di prima. Solo per scaldarle e farle evaporare servono circa 79.000 MJ, cioè più di 2.000 metri cubi di metano. È un minimo teorico, perché non tiene conto delle perdite del tamburo e dei fumi: in impianto il conto reale è più alto.

Tra i costruttori di impianti e le associazioni dei produttori di asfalto americane gira una regola pratica: un punto di umidità in meno nel cumulo vale circa il 10–12% di combustibile in meno all’essiccatore e il 10–13% di produzione oraria in più. La citano, con piccole differenze, la NAPA (National Asphalt Pavement Association) in un suo caso studio e Astec, uno dei principali costruttori di impianti. Non è una promessa di risparmio, perché dipende da impianto, materiale e prezzo del combustibile, ma dà l’ordine di grandezza.

La produzione oraria non è un dettaglio da poco. Il tamburo ha una potenza massima: se l’inerte arriva bagnato, per asciugarlo bisogna rallentare. E succede proprio in primavera, quando ripartono i cantieri stradali e tutti vogliono l’asfalto lo stesso giorno.

Il fresato

Il fresato è il conglomerato bituminoso tolto dalle strade con la fresatrice. Con il DM 69/2018, quando rispetta i requisiti del decreto, smette di essere rifiuto e diventa “granulato di conglomerato bituminoso”, e molti impianti lo rimettono in miscela.

Con l’acqua il fresato è più delicato dell’inerte vergine. Contiene bitume, quindi non si può mandare direttamente sotto la fiamma: in molti impianti si scalda a contatto con l’inerte surriscaldato o in un tamburo dedicato. Se il fresato è bagnato, il calore per asciugarlo deve arrivare dall’inerte vergine, che va scaldato di più. Il risultato è più consumo e, spesso, meno fresato in miscela.

Uno studio del Texas Transportation Institute per il Dipartimento dei trasporti del Texas osserva che pochi produttori coprono i cumuli di fresato, anche se coprirli conviene più che coprire quelli di inerte vergine.

Calcestruzzo: l’acqua della sabbia entra nell’impasto

In betonaggio l’acqua del cumulo non va tolta, ma finisce dritta nell’impasto. Per questo gli impianti misurano l’umidità della sabbia, spesso con sonde in tramoggia, e correggono l’acqua aggiunta.

Un esempio con numeri tondi. Un metro cubo di calcestruzzo con 360 kg di cemento e 180 litri d’acqua ha un rapporto acqua/cemento di 0,50. Se gli 800 kg di sabbia della ricetta hanno due punti di umidità in più di quelli considerati, nell’impasto entrano altri 16 litri d’acqua e il rapporto sale a circa 0,54. La resistenza dipende proprio da quel rapporto, e l’acqua in più aumenta anche il ritiro.

La sonda e la correzione automatica funzionano bene quando l’umidità cambia poco. Con un cumulo scoperto, che dopo un temporale ha la base fradicia e la superficie asciutta, la correzione insegue un valore che cambia a ogni benna.

Frantoi, vagli e recupero inerti

Nei frantoi e negli impianti di recupero degli inerti da demolizione l’umidità si vede sui vagli. Il fine bagnato si impasta, si attacca alle maglie e le chiude. La superficie di vagliatura utile cala, aumentano i fermi per pulire le reti e il materiale pesa di più su cuscinetti e motori. Con le argille il problema peggiora.

Polveri e acque del piazzale

La copertura lavora anche d’estate. Un cumulo secco al vento fa polvere, e la normativa sulle emissioni in atmosfera (Allegato V alla Parte quinta del D.Lgs. 152/2006) riguarda proprio lo stoccaggio e la movimentazione di materiali polverulenti. Nelle autorizzazioni degli impianti tra le misure contro le polveri compaiono spesso la bagnatura e la copertura dei cumuli, in alcuni casi sulla sommità e su tutti i lati. Cosa serve esattamente lo dice la vostra autorizzazione.

Sul fronte delle acque, la pioggia che lava i cumuli e il piazzale diventa acqua di dilavamento, che le Regioni disciplinano in modi diversi. Meno pioggia sui cumuli vuol dire meno acqua torbida da raccogliere e trattare.

Che copertura serve per un deposito di inerti

Sotto una copertura per inerti si lavora con la pala e con i camion, quindi la struttura si progetta attorno ai mezzi e al modo in cui si muove il materiale. Con chi produce conglomerato, calcestruzzo e inerti lavoriamo da anni: una delle prime installazioni raccontate sul blog è la copertura per Bitumati Emiliani

Durante il sopralluogo guardiamo questi aspetti.

Fronte di carico

Il lato da cui lavora la pala di solito resta aperto oppure si chiude con un telo avvolgibile. I lati esposti a pioggia battente e vento si chiudono con il telo.

Contenimento

La spinta del materiale non va mai sul telo. Il cumulo si appoggia a muri di blocchi in calcestruzzo, come nella copertura per un deposito di fresato che vedete in foto, e la struttura resta indipendente.

Altezza utile

Si misura sul mezzo più alto che lavora sotto la copertura: la pala gommata con la benna alzata, l’escavatore, il camion ribaltabile se scarica all’interno. E sull’altezza a cui volete arrivare con i cumuli. Abbiamo realizzato tunnel con 8 metri liberi sotto catena e campate di 20 metri senza pilastri in mezzo, così la pala gira senza ostacoli.

Accesso dall’alto

Se il materiale si carica o si scarica con gru o caricatori, si può scegliere una copertura motorizzata che si apre solo per il tempo necessario: ne abbiamo parlato nell’articolo sulla copertura motorizzata per lo stoccaggio

Struttura e calcoli

Struttura in acciaio zincato, telo in PVC e calcoli strutturali come da NTC 2018, fatti sul carico neve e sul vento del vostro sito. Per l’appoggio a terra e gli ancoraggi vedi l’articolo sulla platea nervata

Permessi

Dipendono dall’uso, dalla durata e dal Comune. Le regole generali le abbiamo spiegate nell’articolo sui capannoni mobili senza concessione edilizia e il tecnico di zona vi aiuta a capire quale pratica serve nel vostro caso.

Per chi ha bisogno di una tettoia aperta più semplice, le soluzioni sono nella pagina dedicata alle tettoie in PVC per l’industria

Quando muoversi

Tra sopralluogo, progetto, calcoli, autorizzazioni, produzione e montaggio una copertura richiede circa due/tre mesi. Chi la decide in inverno, mentre gli impianti d’asfalto sono fermi per la manutenzione, la trova montata quando ripartono i cantieri, tra marzo e aprile. Chi aspetta le prime piogge di primavera ci lavora sotto in estate.

Se volete capire che copertura serve sul vostro piazzale, il tecnico commerciale di zona passa a vedere: prende le misure, guarda i mezzi che ci lavorano e vi porta una proposta con i calcoli. Chiamate il numero verde 800.193.799 o scriveteci compilando il form qui sotto.

Domande frequenti

Quanta acqua può prendere un cumulo di sabbia scoperto?

Dipende dalla granulometria e da quanto piove, ma una sabbia lasciata all’aperto dopo una settimana di pioggia arriva spesso al 5–6% di umidità, contro il 3% circa preso come riferimento dagli impianti. Su 1.000 tonnellate, tre punti di differenza sono circa 30 tonnellate d’acqua. L’acqua poi scende verso la base del cumulo, quindi l’umidità cambia anche a seconda di dove carica la pala.

Quanto si risparmia coprendo gli inerti di un impianto d’asfalto?

Una regola pratica citata dalla NAPA e dai costruttori di impianti dice che un punto di umidità in meno vale circa il 10–12% di combustibile in meno all’essiccatore e circa il 10–13% di produzione oraria in più. Il risparmio reale dipende da impianto, materiale, clima e prezzo del combustibile.

Il fresato d’asfalto va stoccato al coperto?

Il DM 69/2018 fissa i requisiti perché il fresato diventi granulato di conglomerato bituminoso, mentre le regole sullo stoccaggio stanno nell’autorizzazione dell’impianto. Coprirlo conviene comunque: il fresato bagnato costringe a scaldare di più l’inerte vergine e di solito riduce la quantità di fresato che si riesce a mettere in miscela.

Serve un permesso per una copertura per inerti?

Dipende dall’uso, dalla durata e dalle regole del Comune. Una struttura temporanea e una che resta per anni seguono pratiche diverse. Il tecnico commerciale Civert di zona vi aiuta a capire quale titolo serve prima di partire con il progetto.

Quanto tempo serve per avere la copertura montata?

Calcolate circa tre mesi tra sopralluogo, progetto e calcoli, produzione e montaggio. Per essere coperti alla ripartenza dei cantieri in primavera conviene decidere entro l’inverno.

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